Le Marche- Una descrizione della geografia stupenda regione italiana.

Le Marche, regione dell'Italia centrale di circa un milione e mezzo di abitanti, si collocano sul versante del medio Adriatico e occupano 9.694 km² e si estendono tra i fiumi Conca e Marecchia, a nord, ed il Tronto a sud. La regione è in prevalenza collinare (il 68,8% del territorio), mentre il restante 31,2% è montuoso. Il litorale, lungo 173 km, è caratterizzato da ampie spiagge sabbiose, ad eccezione della costa alta e rocciosa del Monte Conero, che rappresenta il punto più alto del versante marittimo. Le altre zone di costa alta sono due: nei pressi di Grottammare, e il colle San Bartolo, a Nord di Pesaro. Il colle dell'Ardizio, a Sud di Pesaro, pur essendo vicinissimo al mare, non lo tocca. Man mano che si procede verso l'interno si delinea la zona collinosa, un'area che si estende per 200 km da nord a sud. Il settore occidentale delle Marche è attraversato dall'Appennino, di cui il gruppo più elevato è la pittoresca catena dei Sibillini, a cavallo delle province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata, e sul quale domina il Monte Vettore (2478 m).

La clima delle Marche

Nella zona litoranea il clima è subcontinentale a nord di Ancona: estati calde, ma rinfrescate dalla piacevole brezza marina, inverni freddi (a Pesaro la temperatura media di gennaio è di 3,8 °C) con regolari piogge di stagione. A sud di Ancona la subcontinentalità si attenua per lasciare posto a un clima sublitoraneo che assume caratteri più spiccatamente mediterranei nella Riviera delle Palme (a Grottammare la temperatura media di gennaio è di 7,6 °C). Nelle zone montuose vi sono estati fresche e inverni rigidi con ampia possibilità di neve; l'inverno risulta altresì abbastanza freddo nelle zone collinari interne ove si possono verificare basse temperature.

La storia delle Marche

Le Marche nascono come unità etnica e culturale nell'età del ferro, quando furono abitate dai Piceni, con gli importanti centri di Novilara (nei pressi di Pesaro), Ancona, Belmonte Piceno, Ascoli Piceno. Nel IV secolo A.C. il Piceno settentrionale venne invaso dai Galli Senoni, mentre i Greci di Siracusa fondarono la Magna Grecia di Ancona. Con la battaglia di Sentino i Galli vennero sconfitti da una coalizione di Romani e Piceni. Quando gli alleati romani divennero troppo invadenti, con la fondazione di colonie in territorio piceno, i Piceni si ribellarono ma vennero sconfitti ed assorbiti nel territorio romano. Due importanti strade collegavano le Marche a Roma: la Flaminia (che arrivava a Fano) e la Salaria (che arrivava a Porto d'Ascoli). Inoltre durante il periodo imperiale Ancona venne scelta da Traiano come porto di Roma verso Oriente, come prova anche l'iscrizione dell'Arco di Traiano di Ancona, definita "accessum Italiae", cioè "ingresso d'Italia"..

Alla caduta di dell'Impero Romano d'Occidente le Marche, dopo aver fatto parte del regno di Odoacre come il resto d'Italia, entrarono nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente, mentre il vecchio nome "Piceno" si perse. Nell'alto Medioevo il territorio regionale acquista il nome di Marca di Ancona, nata dall'unificazione di varie marche, ossia "territori di confine" del Sacro Romano Impero. In epoca comunale fiorirono i comuni di Pesaro, Fano, Ancona, Jesi, Fermo e Ascoli Piceno. In particolare Ancona ebbe momenti di splendore artistico e culturale grazie ai suoi rapporti marittimi con l'Oriente, essa è infatti una delle Repubbliche Marinare. Nel Rinascimento celebre in tutta Europa è la signoria di Urbino, che fu un vero e proprio faro dell'arte italiana e diede tra l’altro i natali al grande Raffaello Sanzio. Altre città importanti economicamente e culturalmente nel periodo delle signorie sono state quella di Camerino, Fano, Pesaro, Senigallia, Fabriano, San Severino. Ancona invece, come le altre città marinare italiane, mantenne il suo regime repubblicano..

Tra la metà del 1500 e i primi decenni del 1600 le città marchigiane furono assorbite nello Stato della Chiesa. Seguì un periodo di decadenza, condiviso da gran parte d'Italia e rischiarato solo dal pontificato di Clemente XII che nel 1700 tracciò la strada oggi detta Vallesina e diede respiro all'economia regionale dichiarando Ancona porto franco..

A seguito dell’arrivo delle truppe napoleoniche le Marche si diedero un ordinamento repubblicano costituendosi in Repubblica Anconitana, poi assorbita dalla Repubblica Romana. Durante il periodo risorgimentale le Marche parteciparono alle lotte per l'unificazione con i moti di Macerata e con l'eroica resistenza di Ancona alle truppe austriache nel 1849, in contemporanea con Roma e Venezia. La battaglia finale dell'unificazione italiana si combatté nelle Marche: fu la celebre battaglia di Castelfidardo, che permise l'unione dei territori liberati da Garibaldi al sud con quelli caduti nelle mani di Vittorio Emanuele II al nord. Con l'annessione all'Italia la Marca di Ancona cambiò nome e venne ufficialmente chiamata "Marche", con un plurale che ne sancisce l'unità fondamentale pur nella ricchezza di aspetti locali

L'economia delle Marche

Nell'economia marchigiana grande peso ha una fiorente piccola-media industria ad alta specializzazione, concentrata soprattutto nel litorale ed in alcune valli. Tra i settori di spicco troviamo: l'industria delle calzature, in numerosi centri delle province di Fermo e Macerata, l'industria mobiliera e meccanica pesarese; la grande industria navale di Fano e Ancona; l'industria di elettrodomestici e della carta di Fabriano. Ma le Marche sono anche una regione rurale con forte vocazione agricola e gran parte del territorio non montuoso è interessato dalle coltivazioni, che danno un’impronta fortissima al paesaggio della regione. Tra le attività agricole spiccano poi quelle vitivinicole, soprattutto nel Conero, nella zona di Jesi e in quella di Matelica; tra i vini prodotti spiccano tra l’altro il Rosso Conero ed il Verdicchio. Florido è infine il turismo, grazie ai tanti centri balneari, ma anche al retaggio culturale della regione, alle bellezze dei suoi borghi, dei suoi paesaggi e della sua natura. Queste ultime ricchezze danno vita anche ad un turismo più selezionato e di nicchia.

Città più importanti, aeroporti e porti nella Regione Marche. (Dati ISTAT gennaio 2007)

  • Ancona, 101.480 ab.
  • Pesaro, 92.206 ab.
  • Fano, 63.799 ab.
  • Ascoli Piceno, 51.503 ab.
  • San Benedetto del Tronto, 47.023 ab.
  • Senigallia, 44.207 ab.
  • Macerata, 42.568 ab.
  • Jesi, 40.680 ab.
  • Civitanova Marche, 39.811 ab.
  • Fermo, 37.497 ab.
  • Osimo, 31.249 ab.
  • Fabriano, 31.061 ab.
  • Falconara Marittima, 27.962 ab.
  • Porto Sant'Elpidio, 24.376.
  • Recanati, 21.127 ab.
  • Tolentino, 20.032 ab
  • Castelfidardo, 18.441 ab.
  • Sant'Elpidio a Mare, 16.226 ab.
  • Porto San Giorgio, 16.035 ab.
  • Potenza Picena, 15.455 ab.
  • Urbino, 15.341 ab.
  • Corridonia, 15.118 ab.
  • Grottammare , 15.082 ab.
  • Aeroporto di Ancona-Falconara
  • Aeroporto di Fano
  • Porto di Ancona .
  • Porto di Senigallia .
  • Porto di Porto San Giorgio .
  • Porto di Fano .
  • Porto di Civitanova Marche .
  • Porto di San Benedetto del Tronto .
  • Porto di Numana .
  • Porto di Recanati .
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